Categorie
Comunicati

Nuovi oggetti di culto crescono

Alias nuove reliquie crescono 2

A proposito di un “SUDARIO” esposto in una Cattedrale

Ci siamo già occupati della Diocesi di Mazara del Vallo quando, nel dicembre 2024 (link), venne portato in venerazione un pezzo di legno come reliquia.

Non immaginavamo una replica più in grande stile.

Come riportano le cronache, un grande telo bianco lungo circa 25 metri e largo 8 su cui compaiono i nomi di 18 mila bambini palestinesi che, secondo i dati, sono morti dopo i fatti del 7 ottobre 2023 nella striscia di Gaza, ha occupato per l’intera domenica 20 settembre 2026 la Cattedrale di Mazara del Vallo.

È il cd “sudario di Gaza”, realizzato dal collettivo di Carnia per la pace per Gaza di Tolmezzo, che gira in Italia e, ora, con una vera e propria trasformazione “devozionale”, proposto come occasione di preghiera ai fedeli anche con il Vescovo.

E così ancora una volta ingenerando confusione sui principi della fede, avallando il convincimento che tutto sia lecito, come dimostra il plauso sui social che l’iniziativa ha avuto.

Occorre allora precisare alcune cose.

Nel Codice di Diritto Canonico (CIC) non esiste un canone specifico né una definizione giuridico-tecnica precisa per l’espressione “sudario”, ma nella disciplina delle Sacre Reliquie (Can. 1190 CIC) tale termine viene usato solo per indicare reliquie insigni o oggetti di grande venerazione popolare, tanto che il Diritto Canonico applica loro una tutela rigida.

Viene infatti vietato il commercio o la vendita delle sacre reliquie (Can. 1190 §1) e, ad esempio, nel contesto funerario del cd Diritto Esequiale e Liturgico (Cann. 1176–1185 CIC) il Codice di Diritto Canonico disciplina in modo preciso la dignità delle esequie ecclesiastiche, la sacralità del corpo e le disposizioni sulla sepoltura o la cremazione (Can. 1176).

È quindi illecito usare il termine “sudario” per un oggetto e, addirittura, utilizzarlo per costruire un evento religioso, pur essendo lecito dal punto di vista strettamente giuridico e linguistico l’uso metaforico o politico della parola in un contesto laico e sul piano civile della libertà di espressione.

Possibile che nella Diocesi di Mazara del Vallo nessuno abbia fatto notare al Vescovo che in ambito canonico ed ecclesiale l’abuso del termine con tale iniziativa possa creareconfusione con una vera reliquia, favorendo un inganno e, di fatto, ridicolizzare ciò che è proprio utilizzare come simbolo della fede?

Come mai l’autorità ecclesiastica che dovrebbe intervenire con un giudizio morale o una nota chiarificatrice per tutelare i fedeli da forme di strumentalizzazione o profanazione, ne diventa addirittura promotrice?

Nel Diritto Canonico e nella disciplina liturgica della Chiesa Cattolica, non è lecito incentrare un atto di culto o una funzione religiosa su un oggetto di natura politica o puramente laica.

Ciò perché esiste il divieto di venerazione di oggetti (Cann. 1186–1190 CIC) in quanto il culto pubblico della Chiesa (atti di venerazione, esposizione, processioni) può essere rivolto esclusivamente a Dio, alla Vergine Maria, ai Santi e alle reliquie o immagini sacre approvate dall’autorità ecclesiastica e, dunque, un oggetto laico o politico che non possiede alcun carattere di sacralità non può diventare l’oggetto centrale di una celebrazione liturgica o di un pio esercizio.

Proprio per evitare tale rischio, infatti, il canone 1210 CIC stabilisce che in un luogo sacro (chiese, cappelle, oratori) è permesso solo ciò che serve all’esercizio o alla promozione del culto, della pietà e della religione, espressamente vietando così tutto ciò che è discordante con la santità del luogo, comprese manifestazioni di carattere politico, ideologico o laico che non abbiano finalità direttamente religiose.

Forse che la Basilica del Santissimo Salvatore di Mazara del Vallo è stata scelta come piattaforma per modificare il diritto canonico e implementare, per l’appunto, nuove reliquie?

L’esposizione svoltasi all’interno della stupenda Cattedrale di Mazara con il beneplacito delle autorità religiose, ponendo al centro di un evento questo “sudario” è contraria ai principi della nostra fede.

Trasformare un oggetto laico o politico sfigurando il concetto stesso di “sudario” rende illecita l’organizzazione di un rito religioso, liturgico o di un qualsiasi atto di culto che ponga tale oggetto al centro della celebrazione o ne faccia un simulacro di venerazione.

E, come si capisce, non è solo una questione di linguaggio.

Iustitia in Veritate si augura che non ci sia un terzo round con un altro “oggetto”, e assicura preghiere per il Vescovo e i Suoi collaboratori affinché ci si adoperi per una riparazione e promuovere solo ciò che serve veramente a rafforzare la fede.

Milano, 26 settembre 2026 – Santi Cosma e Damiano

Iustitia in Veritate

www.iustitiainveritate.org

Sostienici: IBAN IT22 P 05034 01752 000000002840 – www.paypal.me/iustitiainveritate

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *