Accade a Milano, al Teatro Fontana, i cui muri sono di proprietà della Parrocchia Santuario Santa Maria alla Fontana, un gioiello architettonico del 1500 con la famosa fonte miracolosa ancora oggi luogo di pellegrinaggio, il cui progetto è attribuito addirittura a Leonardo da Vinci, o al Bramante, incastonato nel quartiere “Isola”, prossimo al famoso Bosco Verticale, luogo tra i più trend della movida milanese.
Dopo varie segnalazioni abbiamo potuto verificare direttamente che dal 15 al 18 dicembre 2025 è in programmazione lo spettacolo dal titolo eloquente: “MOANA PORNO – REVOLUTION” che, come indicato nella locandina, intende celebrare la diva “icona del proibito” ma, badate bene, “educata, intelligente, raffinata”, che “era dove gli altri non osavano guardare. L’incredibile cult…..con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. E anche molto molto divertente: perchè ridere è eccitante”.
Peccato che esattamente il 13 dicembre, la stessa parrocchia ospita all’interno della chiesa il bellissimo incontro e videoproiezione con suor Maria Gloria Riva dal titolo “NATIVITAS i colori della gioia”.
Non si sa quante volte è stato affermato che la realtà supera la fantasia, ma neanche una immaginazione bizzarra avrebbe potuto concepire tale grottesca scansione degli eventi, che riporta alla triste realtà di una incapacità quanto meno di controllo, la cd culpa in vigilando, che peraltro, nella deriva totale della chiesa di oggi, non si sa neanche più a chi imputare.
E’ responsabilità dei laici di quella parrocchia o della proprietà dei “muri” del teatro dato in gestione? In ogni caso è possibile che in un Santuario di rilevanza storica mondiale, all’interno del cd consiglio pastorale o degli affari economici, o comunque in capo a chi è incaricato di gestire le proprietà della chiesa e delle sue pertinenze, in questo caso del Teatro di Santa Maria alla Fontana – così è da sempre conosciuto – non ci si sia posto il problema e nessuno abbia tutelato la sacralità del luogo, redigendo magari un contratto con le dovute clausole di rispetto del Santuario dedicato alla Madre di Dio?
A prescindere da qualsiasi riflessione culturale e morale sul fatto, non possiamo evitare il semplice giudizio che se si affitta un immobile non si può pretendere di decidere cosa succede privatamente al suo interno.
Ma nel caso di un Teatro parrocchiale, si può soprassedere a tale verifica e accettare che chi ne è preposto usi una delega a tal punto in bianco che non si cura neanche di tale necessità?
Nell’approssimarsi della venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, preghiamo perchè l’accaduto apra i cuori e la mente, affinchè non si ripeta ancora lo scandalo di una mancanza di consapevolezza della ricchezza del vero sguardo da rivolgere alla Natività di Gesù.
Iustitia in Veritate
Milano, 12 dicembre 2025 Beata Maria Vergine di Guadalupe
